Risonanza

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“Risonanza”, nome in piemontese dell’Arsoné, metodo formativo adottato alle Officine della Parola  , è un termine molto bello.

Denso di significati, letterali e figurati.

In Fisica, ad esempio, si parla di risonanza acustica, ossia quella per cui funzionano gli strumenti musicali; oppure di risonanza delle strutture meccaniche a cui possiamo attribuire certi effetti devastanti dei terremoti.

Esistono poi la risonanza orbitale degli elettroni negli atomi, i cosiddetti salti quantici tra un livello energetico e l’altro, quella magnetica-nucleare su cui si basano gli strumenti più moderni di diagnostica medica, quella elettrica che ritroviamo negli amplificatori elettronici …e così via.

In senso psicologico, si parla invece di Risonanza Mentale o Sintonizzazione Emotiva assimilandole di solito ad una qualche forma di Empatia, ovvero di coinvolgimento nel sentire di un’altra persona sino al punto di riviverne, riproducendole dentro di noi, le stesse sensazioni.

A livello neurobiologico esiste infatti la tendenza naturale di ogni cervello a funzionare in stretta correlazione con quello degli altri individui della stessa specie; nel caso umano questa tendenza è avvertita soggettivamente come un senso di spontaneità e di profondo coinvolgimento nella relazione che apre la strada ad uno stato energetico “aumentato”, caratterizzato da grande vitalità e creatività.

Ma qual è l’elemento comune di tutte queste definizioni, o meglio, di questi significati del termine Risonanza?

Per trovarlo ritorniamo alla definizione fisica più semplice:

In un sistema in grado di oscillare si ha risonanza quando quest’ultimo viene sottoposto ad una sollecitazione periodica di frequenza pari alla sua propria, detta anche” frequenza naturale”.

Un fenomeno di risonanza provoca in genere un aumento significativo dell’ampiezza delle oscillazioni, che corrisponde ad un notevole rilascio di energia all’interno del sistema sollecitato.

Quindi la risonanza, in tutte le sue forme, ha a che fare con frequenza ed energia.

Se non c’è sintonia, ossia identità di frequenza o di ritmo, non c’è risonanza.

Non è risonanza, se non nasce energia.

Nel Quaderno 1 raccoglieremo esempi e situazioni di risonanza fisica e mentale nei quali entrino in gioco frequenza ed energia.

 Cercheremo di utilizzarli, almeno come metafore, per la nostra vita quotidiana, senza mai abbandonare però i fondamentali della fisica su cui si basano.

Per chiudere questo quaderno introduttivo, voglio ricordare le parole di Marilena Abbatepaola [1], 40 anni, sorda da quando ne aveva 17.

“Non è stato facile accettare la sordità…niente Discoteca niente TV niente Cinema. E allora ti senti sola. Lontana anni luce dalle persone. Costretta a leggere le loro bocche che si muovono…Ho studiato. Ho imparato le Parole. Ho imparato a seminarle. In un mondo che spesso le usa a vuoto, ho imparato il valore di ogni singola Parola…

Oggi ho deciso di raccontare questa storia…la poesia e la musica che mi pare di scorgere in tutto ciò che guardo… Sebbene io non senta più la musica da 20 anni, diventando sorda mi sono resa conto che davvero TUTTO QUELLO CHE HO ATTORNO SUONA.

E non è semplicemente il do-re-mi-fa …delle note, è una vibrazione più profonda quella che risuona in ogni cosa ed in ciascuno di noi.

Ai miei studenti [2] dico sempre: trovate la vostra nota e suonatela.”

[1] Da Repubblica:

http://invececoncita.blogautore.repubblica.it/articoli/2019/04/23/ognuno-puo-trovare-la-sua-nota/

[2] Oggi Marilena, con laurea e due master, è dirigente scolastica: forse l’unica con questo handicap in Italia.

Rosemary

Se volete capire l’Universo, pensate in termini di Energia, Frequenza e Vibrazione.”

Nikola TESLA                                Chi era?