Quantico

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“Quantico” o “quantistico” è un aggettivo assai popolare. Quantistiche sono diventate la psicologia, la medicina, la comunicazione, la crittografia, persino l’astrologia e anche anima, cervello e inconscio vengono spesso definiti come “quantici”.

Se prendiamo la Treccani, alla voce “quantico” leggiamo:

 

“In fisica, detto di proprietà di un sistema, o di un fenomeno, descritti in base alla teoria dei quanti; si parla così di stato quantico del sistema fisico considerato quando tale stato sia definito da valori discreti delle grandezze che lo caratterizzano, oppure di salto quantico, con riferimento a un processo nel quale avvengano variazioni discontinue delle grandezze che caratterizzano il sistema che lo effettua.”

 

Ma è questo che intendiamo, almeno nel linguaggio comune dei non specialisti, quando definiamo qualcosa come “quantico”?

 

Secondo me, no

La mia impressione è che l’attributo “quantico o quantistico”, applicato a varie discipline così come alla mente umana, voglia rappresentare sinteticamente una visione globale dell’Uomo e del Mondo considerata, a torto o a ragione, come innovativa rispetto al passato.

Tale visione è basata sulla DISCONTINUITA’ piuttosto che sulla CONTINUITA’, sull’INTERAZIONE piuttosto che sull’OGGETTIVITA’, sull’INDETERMINAZIONE piuttosto che sul DETERMINISMO, sulla CASUALITA’ piuttosto che sulla CAUSALITA’.

In sintesi:

QUANTISTICO -> relazionale, indeterminato, probabilistico

contrapposto a

CLASSICO -> oggettivo, deterministico, causale.    

Grossolanamente:il NUOVO (relativo e soggettivo) contrapposto al CLASSICO (assoluto ed oggettivo).

E questo è “quanto”, sarebbe proprio il caso di dire… Purtroppo, o per fortuna, le cose non sono così semplici.

In effetti, la fisica quantistica, che dovrebbe essere un solido e stabile pilastro per l’interpretazione dell’Uomo e della Natura, non è per la sua stessa natura di scienza umana né solida né stabile. E’ potente, questo sì, e funziona incredibilmente bene a giudicare dalle migliaia di applicazioni, dall’elettronica ai computer alla diagnostica medica, ma è in continuo mutamento ed in continua evoluzione.

E’ ancora INCOMPIUTA nonostante i fisici ed i matematici ci stiano accanitamente lavorando da più di un secolo. E’ estremamente COMPLESSA nella sua formulazione e richiede strumenti e competenze matematiche quasi inaccessibili ai più.

Soprattutto, è ancora CONTROVERSA.

Come dice Carlo Rovelli [1]: 

Fisici e filosofi continuano ad interrogarsi su che cosa significhi davvero la teoria e, negli ultimi anni, articoli e convegni sull’argomento sono diventati sempre più numerosi. Che cos’è la teoria dei quanti ad un secolo dalla sua nascita? Uno straordinario tuffo profondo nella natura della realtà? Un abbaglio che funziona per caso? Un pezzo incompleto di un puzzle? O un indizio di qualcosa di profondo che non abbiamo ancora ben digerito ma che riguarda la struttura del mondo? … Non dobbiamo dimenticare che la meccanica quantistica è SOLO una teoria fisica e forse domani sarà corretta da una comprensione del mondo ancora più approfondita e corretta…Insomma non c’è consenso su come pensare alla meccanica quantistica, e altri modi di pensarla sono discussi da fisici e filosofi. Siamo sul bordo di ciò che non sappiamo, e qui le opinioni divergono.”

Cercheremo, nelle pagine di questo Quaderno, di intravvedere dove si colloca il “bordo” delle attuali conoscenze nel campo della fisica quantistica.

 In questo modo avremo maggiore consapevolezza di quali concetti siano ad oggi tanto consolidati (“al di qua del bordo”) da poterli estendere anche ad altre discipline umane o sociali.  

Ma soprattutto ci faremo un’idea di ciò che è “al di là del bordo”, ossia di ciò che non è ancora così provato  e compreso per poter essere utilizzato a supporto di una visione del mondo, di una filosofia o una metafisica: se non, al massimo, come suggestiva METAFORA.  

                         [1] Carlo Rovelli “La realtà non è come appare” Raffaello Cortina Editore 2014

Rosemary

 “Penso si possa dire che nessuno capisce davvero la meccanica quantistica

Richard Feynman (*)Premio Nobel (1965)  per l’elaborazione dell’elettrodinamica quantistica

(*) la foto in apertura è quella della targa del furgone Dodge di Richard Feynman, che definiva se stesso “Nobelist Physicist, teacher, storyteller, bongo player “; su questo furgone, decorato con i suoi famosi “diagrammi”, Feynman ospitava i suoi studenti, dai quali era amatissimo, al California Institute of Technology. Recentemente questo furgone è stato utilizzato per un viaggio in Messico dai protagonisti della sit-com “The big bang theory “

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