Risonanza

Il Tempo, la Frequenza e le vigne di Fourier

Si dice che Intorno al 1820 il Re di Francia abbia regalato alcuni vigneti al matematico Jean Baptiste Fourier per i suoi svariati meriti in diversi campi. Fourier si chiese allora a quale profondità dovesse costruire la sua cantina per fare in modo che il vino si mantenesse sempre alla stessa temperatura. Così si ritrovò nell’esigenza di comporre i due cicli che influiscono sull’andamento nel tempo della temperatura del suolo e cioè il ciclo annuale delle stagioni e quello giornaliero del giorno e della notte. E, visto che era un genio, risolse il problema in maniera geniale …

Egli dimostrò, infatti, come sia possibile, mediante operatori matematici, le cosiddette “Trasformate di Fourier”, esprimere una generica variabile, ad esempio la temperatura di una cantina, non solo in funzione del TEMPO (giorni o mesi), ma anche, in alternativa, in funzione dei cicli o delle FREQUENZE che compongono le sollecitazioni alle quali la variabile stessa è soggetta (in questo caso l’alternanza giorno/notte e quella estate/inverno).

Approfondimento

La trasformata di Fourier

In altre parole aveva trovato l’artificio con cui passare, come dicono i fisici, dal dominio del tempo a quello della frequenza nella formulazione matematica di tanti fenomeni legati non solo alla trasmissione del calore ma a quella dei SEGNALI.

Non ci vogliamo certo soffermare sui formalismi matematici di queste teorie ma, mentre lasciamo il buon Jean Baptiste alle prese con la sua cantina, cerchiamo di cogliere il significato fisico profondo ed anche quello metaforico di questa geniale intuizione.

Il segnale

Un SEGNALE serve   per rappresentare e trasmettere messaggi, ovvero informazione a distanza e consiste in una variazione nel tempo dello stato fisico di un sistema: ad esempio, del   potenziale o corrente elettrica per i segnali elettrici, dei parametri di campo elettro-magnetico per quelli radio, di potenziale elettrochimico per le cellule cerebrali.   Ogni segnale può essere analizzato attraverso una funzione matematica in cui il tempo, oppure il suo inverso, la frequenza, sono considerati variabile indipendente.   

Ora, analizzare un segnale nel dominio del tempo è matematicamente molto difficile e complesso.

La trasformata di Fourier

Passando all’analisi in frequenza, invece, grazie alla “Trasformata di Fourier”, riusciamo ad esprimere in modo semplice l’andamento del segnale (ad esempio un segnale radio) come una SOMMA di infinite frequenze che lo compongono. Di queste frequenze una parte corrisponderà alle frequenze proprie del sistema che sta emettendo /ricevendo il segnale (la frequenza NATURALE con le sue armoniche) mentre una parte è fatta di frequenze spurie, non correlate all’informazione trasportata dal segnale ma che anzi ne costituisce un “disturbo” solitamente chiamato “rumore di fondo”.

L’anti-trasformata di Fourier

Se, sempre matematicamente, sottraiamo le frequenze “sporche” a tutte le altre e poi, tramite “l’Anti- trasformata di Fourier”, ritorniamo nel dominio del tempo, avremo a disposizione un segnale più pulito o “filtrato”, vale a dire un suono più puro, un’immagine televisiva più nitida, in pratica un messaggio   più chiaro.

Niente paura, ci sono i sottotitoli in italiano…

Il rumore di fondo nel nostro essere

Ora che abbiamo capito come funzionano i sistemi di filtraggio delle nostre   apparecchiature elettroniche (radio, telefoni, televisori, apparecchi medicali, radiotelescopi…) proviamo   ad usare questo modello come una metafora dell’essere umano immerso nel mondo.

Anche noi possiamo considerarci emettitori e ricevitori di segnali di ogni tipo: i suoni, le parole, le luci, gli odori, le onde elettromagnetiche dei ns cellulari, quelle emesse dai ns cervelli e da quelli di chi ci sta intorno… Se li percepiamo unicamente nel dominio del TEMPO, cioè nello scorrere quotidiano della nostra vita, ci possono sembrare una sovrapposizione complessa e a volte frastornante di sensazioni fisiche, emozioni, intuizioni, stimoli e sollecitazioni, assai difficili da decifrare. 

Ma proviamo a passare nel dominio della FREQUENZA e immaginiamo di essere composti da una innumerevole sommatoria di elementi a ciascuno dei quali può essere associata una frequenza.

Tra questi ve ne saranno sicuramente alcuni ai quali è associata una dose maggiore di energia perché sono quelli che ci connotano di più: il battito cardiaco, la frequenza del respiro, la cadenza del passo, l’alternanza della veglia e del sonno, il tono dell’umore, in una parola i nostri   RITMI ossia le nostre “frequenze naturali”.  

Se, con l’aiuto di tecniche di meditazione, focalizzazione e autoascolto impariamo a riconoscere ed ad isolare queste frequenze anche in mezzo al rumore di fondo, riusciremo a dar loro spazio e voce, ripulendole da ritmi spuri che non ci appartengono.

 Alla fine, quest’operazione ci permetterà di riconoscere meglio e sintonizzarci sui segnali che anche gli Altri ci inviano, permettendoci così di entrare in RISONANZA con essi   in un crescendo condiviso di ENERGIA.

 Fourier ed Arsonè

Trasformarsi secondo Fourier, in fondo non è altro che la metafora matematica del nostro Arsoné, qui alle Officine della Parola:

Smettere ogni tanto di ragionare nel TEMPO e passare in quello della FREQUENZA.

Estrarre le componenti più autentiche ed energetiche del nostro “segnale” (il nostro vivere?).

Ripulirsi dal brusio senza significato che sporca e confonde il quotidiano.

E poi…

Anti-trasformarsi per ritornare nel TEMPO più puliti, più intelligibili e, soprattutto, più capaci di comunicare.

Post Scriptum:

Certo però che alla fine di tutto questo ragionamento un grave dubbio rimane: il nostro matematico vignaiolo, sicuramente possessore della cantina meglio isolata di tutta la Francia, sarà stato capace di produrre un vino decente?

Rosemary

Se volete capire l’Universo, pensate in termini di Energia, Frequenza e Vibrazione.”

Nikola TESLA                                Chi era?

Rosemary

Mi chiamo Rosamaria Mascellini, Rosemary per gli amici di teatro e di lavoro. Sono un Fisico, prestato per molti (troppi) anni all’ Impresa e solo recentemente tornato alle sue passioni (meccanica quantistica e teatro)  dalle e per le quali è nata la partecipazione, da Presidente e Blogger, alle Officine della Parola.

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