Risonanza

Fisica e Tai Chi

Mi è capitato di partecipare ad un corso di Tai Chi con altri allievi. Si trattava di imparare alcune forme base e poi di eseguirle in sequenza tutti insieme, sotto la guida del Maestro. Per un po’ di lezioni sono rimasta concentrata su me stessa, assorbita dalla fatica di memorizzare le forme indicate e di coordinare i movimenti del corpo. Poi, un giorno, ho vissuto un’esperienza che ricordo ancora con precisione…

Mentre eseguivamo la sequenza mi sono accorta che la mente man mano si svuotava dall’attenzione sui comandi per eseguire le figure. I movimenti fluivano da soli, non perfetti ma naturali e, quasi senza coscienza di me, andavo in sintonia con i compagni guidata dal mio e dal loro respiro. Concentrata e rilassata allo stesso tempo. 

Vuota, ma piena.

 Alla fine il Maestro mi disse che, per la prima volta, avevo vissuto una vera esperienza di Tai Chi. Ero uscita dalla mia dimensione individuale per entrare in un’onda di energia “condivisa”, innescata dalla ripetizione quasi ipnotica delle forme base. 

Questa esperienza suggerisce una definizione molto empirica di ciò che, nel linguaggio comune, potremmo chiamare RISONANZA; una sensazione di benessere e pienezza creata, nel caso del Tai Chi, dal muoversi insieme, sintonizzati su un solo respiro e guidati da una traiettoria comune.                                                                                   

Si tratta di una definizione “narrativa” che serve a trasmettere un concetto attraverso la mediazione di una esperienza: definizione sicuramente intuitiva ed efficace, ma forse un po’ generica, almeno per i nostri cervelli occidentali.

La Risonanza in Fisica

Per capire di più possiamo provare ad affidarci alla Fisica (ci basta quella Classica, per ora) e vedere che cosa ci dice a proposito della RISONANZA:

Si tratta di una condizione fisica che si verifica quando un sistema in grado di oscillare è sottoposto ad una sollecitazione periodica di frequenza pari a quella propria o “naturale” del sistema stesso.

Questo avviene, ad esempio, se si percuote un diapason, che produce onde sonore alla frequenza fissa di 440 Hz, e lo si pone vicino a un secondo diapason “silenzioso”: dopo un breve intervallo quest’ultimo comincia anch’esso a vibrare da solo, per RISONANZA appunto.                               

Sono le onde acustiche di pressione che, partendo dal primo diapason, mettono in movimento il secondo e ne amplificano l’oscillazione.  In linguaggio musicale si dice anche che il diapason non colpito dal martelletto si mette a suonare «per simpatia».

Se il secondo diapason ha una frequenza propria diversa da quella del primo, questo trasferimento di energia da un corpo vibrante ad un altro non avviene oppure è decisamente ridotto, proprio perché non si realizza la condizione di risonanza. Le onde di pressione che provengono dal primo diapason non colpiscono il secondo con la giusta cadenza, ovvero non sono sintonizzate sulla stessa frequenza. Sin qui abbiamo capito che la RISONANZA ha fisicamente a che fare con la vibrazione e con la frequenza

Approfondimento

La Risonanza

 Ma non basta: la RISONANZA, specie nei suoi effetti pratici, ha molto a che fare con l’energia, infatti:

un fenomeno di RISONANZA provoca in genere un aumento significativo dell'ampiezza delle vibrazioni, che corrisponde ad un notevole rilascio di ENERGIA all'interno del sistema sollecitato.

Per capire quanto grande possa essere l’energia liberata da un meccanismo di risonanza possiamo citare un paio di esempi in cui a vibrare non è l’aria, come nel caso del diapason, bensì una struttura solida.  Il primo si riferisce al crollo del ponte di Angers avvenuto in Francia nel 1850.                                                  

Il crollo del ponte di Angers

In quell’occasione passarono sul ponte diverse centinaia di soldati, che marciavano al passo: i colpi “ritmati” dei piedi sul ponte (circa un colpo al secondo, ossia 1Hz) lo fecero vibrare in modo tale da amplificare le oscillazioni proprie della struttura, liberando un’energia in grado di staccare i cavi che la sorreggevano.

Il terremoto a San Francisco del 1989

Nel 1989, invece, un violento terremoto avvenuto nella zona di San Francisco, in California, fece crollare un tratto di autostrada sopraelevata. In quell’occasione le onde sismiche avevano una frequenza di circa 1,4 Hz e sono entrate in risonanza con le oscillazioni proprie della struttura della carreggiata. La strada ha dunque iniziato a vibrare con un’ampiezza sempre più grande, fino a collassare.

Il Tai Chi “risonante”

Proviamo adesso, usando la fisica come fosse una metafora, a riformulare in questo modo l’esperienza con la classe di Tai Chi.  

Grazie alla focalizzazione sul ritmo del respiro e dei passi, sono riuscita a liberare la mente dal “rumore di fondo” (pensieri razionali e ansie performative) dando la possibilità alle mie “frequenze naturali” di ripulirsi e di emergere dal fondo della coscienza.

In questo modo le onde di pressione generate dai movimenti ritmici degli allievi e dalla voce del Maestro hanno potuto accordarsi alle mie frequenze naturali (ricordate i diapason?) innescando un meccanismo analogo alla risonanza fisica.

 Questa forma di “risonanza” ha liberato in me un’energia interiore che, se di certo non sarebbe stata in grado di far crollare un ponte o un’autostrada, ha tuttavia generato una indimenticabile sensazione di vitalità e pienezza.

Rosemary

Se volete capire l’Universo, pensate in termini di Energia, Frequenza e Vibrazione.”

Nikola TESLA                                Chi era?

Rosemary

Mi chiamo Rosamaria Mascellini, Rosemary per gli amici di teatro e di lavoro. Sono un Fisico, prestato per molti (troppi) anni all’ Impresa e solo recentemente tornato alle sue passioni (meccanica quantistica e teatro)  dalle e per le quali è nata la partecipazione, da Presidente e Blogger, alle Officine della Parola.

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